Depurare l’organismo al cambio di stagione

E’ risaputo che con l’arrivo dell’autunno, tra gli organi del nostro organismo è proprio il fegato a risultare maggiormente affaticato. Anche secondo la medicina tradizionale cinese, che ha radici molto antiche, il fegato lavora e si affatica maggiormente nel cambio di stagione.

Il cambio di stagione è quindi un momento critico per il nostro organismo, che se ben affrontato permette di traghettarci nello stato di salute ottimale per affrontare i mesi più caldi dell’anno. Proprio per questo motivo, verso la fine dell’inverno è consigliabile seguire un programma di depurazione che aiuti a disintossicare l’organismo da tossine e prodotti di scarto accumulati durante la stagione fredda.

Il fegato, è un organo vitale in posizione strategica, in grado di metabolizzare tutto ciò che viene introdotto nell’organismo; ed essendo l’organo maggiormente coinvolto nei processi di depurazione e proprio ad esso a cui bisogna rivolgere particolari cure ed attenzione in questo momento dell’anno.

Per questo motivo è utile programmare la depurazione del fegato almeno 2-3 volte l’anno nei cambi di stagione. In questo modo si agevolerà il processo di rigenerazione di quest’organo e si riusciranno a prevenire molti disturbi.

Nei primi giorni di depurazione è normale sentirsi stanchi e affaticati, perché l’organismo sta utilizzando tutte le energie per il processo di disintossicazione. Una corretta depurazione deve durare almeno un mese, che è il tempo necessario all’organismo per ripulirsi completamente.

Le piante maggiormente attive nella depurazione epatica possono essere usate nelle seguenti forme:

  • estratti secchi sotto forma di polveri o compresse;
  • estratti liquidi analcolici (evitare l’uso di piante medicinali sotto forma di tinture madri alcoliche);
  • infusi e decotti;
  • succhi.

Tra le piante officinali ad azione depurativa ed epatoprottetrice rivestono un ruolo di primaria importanza:

  • Tarassaco. La radice è un depuratore tonico per diversi problemi epatici, infiammazione della cistifellea, indigestione e costipazione; la foglia è un diuretico efficace. L’intera pianta, in virtù dei suoi effetti terapeutici sui reni e sul fegato, viene utilizzata per disintossicare l’organismo da elementi chimici, farmaci e allergeni.
  • Carciofo. La cinarina, principio attivo del Carciofo, aumenta la produzione di bile e, di conseguenza, la quantità di acidi biliari e colesterolo con essa eliminati. Inoltre aiuta a ridurre i trigliceridi e il colesterolo nel sangue (anche quello di tipo endogeno). Viene considerata una pianta di elezione per la depurazione del fegato.
  • Cardo mariano. Ha proprietà diuretiche, coleretiche e colagoghe (aumenta il flusso e le secrezioni biliari). Difficoltà digestive, alitosi, conseguenze di abusi alimentari,  sono alcune delle indicazioni principali, cui si aggiunge l’impiego nelle cure prper favorire l’eliminazione delle sostanze tossiche.
  • Aloe arborescens. Rispetto alle altre specie di Aloe è caratterizzata da un’attività terapeutica superiore, connessa dalla più elevata concentrazione in aloine responsabili delle proprietà protettive nei confronti delle affezioni degenerative. Vanta inoltre spiccate proprietà depurative.
  • Bardana. Pianta officinale con attività drenante a livello epatico e cutaneo (acne, seborrea, eczema, micosi cutanee). Attiva anche in caso di iperglicemia e iperuricemia.
  • Boldo. Pianta medicinale, che grazie ai suoi principi attivi è in grado di regolarizzare, ristabilire o aumentare la secrezione biliare.
  • Rosmarino. Manifesta un tropismo elettivo per le vie biliari. Utile in caso di calcolosi biliari ed affezioni epatiche, indicato quindi nella depurazione del cambio di stagione.
  • Crisantello americano. E’ particolarmente attiva in caso di calcoli biliari, urinari e salivari. Riduce colesterolo e trigliceridi, migliora la circolazione periferica sia a livello venoso che arterioso.
  • Genziana. E’ un potente tonico amaro eupeptico indicato in caso di difficoltà digestive caratterizzate da lentezza, inappetenza, peso epigastrico, sonnolenza, e astenia.
  • Fumaria. Pianta regolatrice del flusso biliare favorisce il drenaggio epatobiliare. E’ indicata in caso di cefalea associata a disturbi e difficoltà digestive, turbe dispeptiche da abuso alimentare.
  • Cicoria. Pianta officinale definita da Galeno “amica del fegato”, favorisce i processi digestivi promuovendo l’eliminazione delle tossine.
  • Curcuma. Pianta altamente impiegata nella medicina ayurvedica. Riduce il colesterolo, migliora la funzionalità epatobiliare e favorisce il processo digestivo.

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